Il giornalista costretto "a furor di popolo" dopo polemiche e raccolte di firme
"La mia attività in teatro parte dal 1965, quindi ognuno ha la sua storia"
Costanzo rinuncia al Brancaccio
"A Gigi Proietti auguro il meglio"
Maurizio Costanzo
ROMA - Una settimana di polverone, e Maurizio Costanzo è costretto a battere in ritirata. Il giornalista rinuncia alla direzione artistica del Teatro Brancaccio di Roma, ruolo che aveva assunto sostituendo, senza preavviso alcuno, Gigi Proietti, da tempo e con successo alla guida dello storico teatro della capitale. "Solidarietà a Proietti, al quale auguro il meglio", ha dichiarato Costanzo nell'annunciare la sua scelta, per certi versi clamorosa, che giunge dopo giorni di polemiche, accuse e botta e risposta, raccolte di firme in favore di Proietti e proteste diffuse. Il commento del sindaco di Roma, Walter Veltroni: "Si chiude un episodio che, per quanto mi riguarda, ha destato amarezza e preoccupazione".
Non più di una quindicina di righe, prive della consueta ironia. Così l'annuncio di Costanzo, e la rinuncia alla direzione artistica che gli era stata offerta da Alessandro Longobardi, legale rappresentante della società Avana, che il Brancaccio ha in gestione fino al 2011. Svolta clamorosa ma decisione inevitabile dopo che Gigi Proietti, defenestrato (da Longobardi, non da Costanzo), aveva raccolto dal 17 luglio, giorno del "fattaccio", una solidarietà pressoché unanime, da appassionati di teatro, semplici cittadini, politici di varia sponda e dallo stesso Veltroni che, a caldo aveva parlato di "un atto sconcertante".

Per Costanzo, insomma, una rinuncia praticamente obbligata a furor di popolo, dopo alcuni giorni di immagine in caduta libera. In una settimana, le schermaglie tra i due si sono sprecate e la vicenda, che ha visto protagonisti due mattatori dello spettacolo, è stata scandita da battute al limite del comico, tipo "piuttosto che lavorare al Brancaccio di Costanzo me faccio frate", aveva detto Proietti in un'intervista a Radio Città Futura.
Ma la storia non è chiusa qui. Longobardi riaffiderà il teatro a Proietti? Non è così scontato, visto che è stato lui ad offrire la direzione a Costanzo. Ma la scelta è forse inevitabile, vista la sollevazione popolare in favore dell'attore che negli anni scorsi, a suon di spettacoli brillanti o ben scelti, aveva fatto rinascere lo storico teatro dell'Esquilino.
Costanzo aveva subito accettato la "improvvisa e gradita proposta", dimenticando - e qui il grande errore - di avvisare Proietti, gesto che gli è stato fatale per il crollo di immagine. "Propongo un gemellaggio con il Parioli, basta con le polemiche, sono già al lavoro" aveva detto nei giorni scorsi Costanzo mentre attorno a lui si faceva il vuoto e gli voltavano le spalle anche alcuni amici, accorsi invece da Proietti scippato della sua creatura.
Poi si è venuto a sapere che il contratto di affitto, stipulato con il Comune di Roma nell'anno 2000 con la Avana, "si è consensualmente risolto alla data del 31 dicembre 2006" e che non essendo intervenuto alcun accordo con l'Associazione Teatro di Roma e, anzi, essendo naufragata ogni trattativa, Longobardi, tenuto conto della necessità di garantire, da subito, la continuazione delle attività ha ritenuto di assumere la direzione organizzativa del Brancaccio affidandone la direzione artistica a Costanzo.
Inoltre, si è saputo anche che il Comune e la Politeama s.r.l. (la società di Proietti) si erano impegnate a lasciare il Brancaccio "libero e vuoto da persone e/o cose alla data del 30 giugno 2007" e che, "su richiesta del Comune di Roma, il termine era stato ulteriormente spostato al 30 Luglio 2007". Dunque l'addio di Proietti era stato di fatto deciso.
Nell'annunciare la sua decisione, Costanzo ha fatto gli auguri "alle compagnie in cartellone, in buona parte da me incontrate e nei confronti delle quali cercherò, nelle mie possibilità, di fare promozione. Mi occuperò dell'associazione 'Voglia di Teatro', che riunisce più di 25 esercenti di grandi teatri privati. La mia attività in teatro parte dal 1965. Perciò ognuno ha la sua storia". E conclude: "Solidarietà a Gigi Proietti al quale auguro il meglio".